chirurgia plastica


Riposi tua madre
Aprile 11, 2007, 10:46 am
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Anish Kapoor Cloud Gate (Millennium Park, Chicago)

Con scherno
fratello mio di letto
dai padri assassinato
alzati dalla croce

Riposi tua madre

Muori solenne
come un Buddha
Estinto
eterno tace

Maria ama
il tuo corpo deserto
come appendice
ma non per sempre

Il suo imene
un giorno collasserà
aprendo un v@rco
che chiamerai
                      vagina

a Sara

(Tratto da Mucca tagli@ta cavallino Manni 2006)



Centrando col Kebab il primo cestino sotto tiro
Aprile 10, 2007, 10:11 pm
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Erwin Wurm Observation 2003

Centrando col Kebab il primo cestino sotto tiro, beve la Coca Cola light e si infradicia su una vecchia poltrona Sacco di Zanotta, accanto alla fermata della metropolitana, buttata lì nei pressi, con altre reliquie, in attesa che la portino via gli operatori dell’AMSA. Da un tavolo Tulipano di Knoll Elettra punta la telecamera ruotabile del vecchio cellulare sui passanti in fuga. Attraversa il dorso di una zebra un abbaa con la sua califfa tutta cicciarina. Una stoccona abbraccia serpentina il suo sparacacca, quando fissa bavoso una lumaga. Jelena, vent’anni, 90/60/90, ecumenica si è persa nella fossa comune del nuovo libero mercato. Nei suoi occhi azzurri e sadici si specchia un imprenditore di 48 anni. Sposato, ma senza figli, cerca un erede dal fisico possente e ben dotato, per rapporti sessuali appaganti. Passa caliente un efebico cubano di vent’anni. Jorge si appella all’amore incondizionato di una mamma italica di cinquant’anni. Gli guarda le natiche sode, da mulatto, il torvo Ahmed. A caccia clandestino, svolge un lavoro di fama internazionale. A fine mese, la madre gli spedirà in sposa la cugina Intifada, una zitella vergine di trentatré anni. La metterà in croce un pappa di nome Pietro. A cinquantaquattro anni è un manager di prestigio: quando non gioca al Monopoli, ha un tenore di vita molto elevato. Ogni mese versa tremila euro di alimenti a Letitia, una ragazzetta corsa che, prima di sposarlo, disegnava gioielli coi gusci del mare. Colta in flagranza di reato, a letto con la donna delle pulizie, da un anno non resiste ad una peruviana che le cera il parquet sculettando Baby I love you. La domenica, Jennifer, penitente, alla messa delle undici, canta Hombres nuevos, accompagnata con le maracas dal fratello Pablo, un ragazzo devoto al cuore immacolato di una vergine che fiero mostra in chiesa come vacca da latte, con al dito un piccolo cristallo di spermina. Lo benedice, profumando celestiale, Nostra Signora del Buon Consiglio: a trentuno anni è un sacerdote di classe. Con la sua voce calda e appassionata, ha una gola che orando abbaglia i devoti amanti pescati nelle dark rooms di qualche ghetto urbano. Nostra Signora del Buon Consiglio, col cuore in mano, ti supplico, fammi la grazia. Narcotizzami con i farmaci, quelli tutti colorati, da collezione. Flagellami come un cristo penitente. Folgorami col tuo serpente penetrale: frustami col sacro furore del tuo vaticinio. Sono di animo dolce, ma vivo nel peccato. Giovanni cerca un macellaio, che lo squarti e lo venda al mercato nero della carne, perché tutti possano purificarsi col corpo e il sangue del suo martirio. Lo beatificherà, nel ricordo, Pasquale, un vero becchino macho. Solo ATTIVO, palestrato ma non dopato, se sniffa polvere di albume liofilizzato, vive nello stato di grazia. Quando esce di casa, sfila solo su tappeti rossi di damasco. Illuminato dal fondotinta, lo ammira in estasi George, dj emergente dell’underground milanese. Di frequentazioni poco ortodosse, ma ben inquadrato, progetta da anni un rapporto trash con una femmina da riproduzione. Sì ai cloni di Britney Spears, no alle accattone vintage che vengono il sabato sera nella City da San Gliuliano, con l’accento affettato, come a dire: sono padana, non vengo dalla bassa.

(Tratto da Mucca tagli@ta cavallino Manni 2006)  



Elettra fugge in un video di Gwen Stefani
Aprile 10, 2007, 9:01 pm
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Erwin Wurm Two ways of carrying a bomb 2003

Elettra fugge in un video di Gwen Stefani, cantando in falsetto Harajuku girls: Vorrei la pelle scura, da afroamericana che troieggia nel ghetto, gli occhi a mandorla, da giapponesima spasimante davanti a una vetrina, un raffinato make up bianco coca, da tossica clandestina, stiratissimi capelli ossigenati, da squillo russa, vestitini succinti e borsetta logo, da marchettara tirata a lucido, ma cerco invano un uomo da affettare con la spada di Uma Thurman, mentre corro per cerchi concentrici che non portano da nessuna parte, nel traffico fasciata da una tutina scura su cui è visibile ogni macchia. Una Drag Queen va in bici per Milano cantando When I Get You Alone di Thicke, ma sembra Bonnie Tyler o forse Anthony Hopkins con parrucca biondo platino e rossetto. Una vecchia giapponese in kimono solca con i guetas il dorso di una zebra. Aliena, mi scanso dalla folla. Un agente immobiliare cerca il bottone della giacca che lo spigolo di un bancomat gli ha strappato. Ne ha perso il logo: atono imbrinusce sull’asfalto. A un vecchio truzzo ciondola il collare d’oro, grande quanto una catena, sul cazzo. Un impiegato calza le adidas ClimaCool Coca Cola con grisaglia di Celio. Uno sbarbatello sulle spalle si è fatto stampare ad arco Fuck My Queer Ass Hole. Uno sfigato dell’Adecco stringe un pezzo di pane fra le mani, come se fosse la sua ultima cena. Domani metterà all’asta un paio di sneakers e una tavola da skateboard, verniciata con una bomboletta Clash. Un padre s’avvita in grembo il figlio come una madonna, succhiandone il ciucciotto. Un pazzo si batte le budella e grida To Crash In Event Of Fire. Una lesbica grassa e rasata, di una bellezza perturbante, ha il cuore sanguinante di Cristo stampato sulla maglietta. Un’araba ha in testa un pareo leopardato, sotto al braccio un borsello dei Pokémon. Una casalinga è uscita di casa in guepière. Da ragazzina guardava Vita da strega, con Samantha e la piccola Tabata che adesso fa la ventriloqua sulla Fifty Avenue di New York. Darin parla da solo al cellulare: Sì, hai ragione, come coppia non abbiamo mai bucato l’ultrapiatto. Probabilmente mia moglie mi ha lasciato per entrare in una setta induista: vivrà di elemosina fra i Trappi del Deccan. Tornerà nella stagione dei monsoni? Non sarà il vento a spettinarla? Pensavi fosse a Parigi? Sì, come no, domani riceverò una bella cartolina dai giardini del Luxembourg: Une ville vachement cocotte. là-bas, la vie est en rose.

(Tratto da Mucca tagli@ta cavallino Manni 2006) 



Filmando clandestina i passanti
Aprile 7, 2007, 12:17 pm
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Erwin Wurm Looking for a bomb 2003

Elettra, nel circolo mediatico del world wide web, nuda calza un collare di Kris Ruhs. Al ritmo di un Mac Quayle, glamour rulla le notizie sul display del cellulare: Stai cercando compagnia? Guarda chi è online nella tua hot fly zone… Ultime da Najaf. La città dei morti è sotto assedio. Cosa ne pensi? Entra nel blog! Alla velocità della luce, fuggo sul lato più rosso della mediosfera. La banca mondiale calcola che l’inquinamento costi alla Cina l’otto per cento del PIL. Popup bloccato. Per visualizzare questo o altre opzioni, fare clic qui.

Push the bottom, don’t push the button, trip the Nation, change the chancel. Elettra, adesso, disconnessa dalla rete, va a spasso col suo unico principio di realtà: un telefono palmare con videoregistratore incorporato, filmando, clandestina, i passanti. Una donna yemenita indossa freaky uno sharshaf new wave. La sottana nera di poliestere copre abiti colorati da umori naif. Donna Fatima, scortata da un mahrem, sotto a un pudico niqab, nasconde un fazzoletto antiforfora. Il fratello, Alì VI di Yatagan, quando non porta la sorella in processione, mastica qat. Aprirà una pizzeria in Porta Romana, dove il cugino Mohammed, con lunghi coltelli affilati, cerimonioso affetta della carne pressata da uno spiedo snervante quanto il giostrino lento di una saga.

(Tratto da Mucca tagli@ta cavallino Manni 2006)