Archiviato in: Crimen Sollicitationis
Quando il giusto è più necessario del bene
L’Italia deve cessare di rappresentarsi come il paese delle cupole, dove gruppi di famiglie, legate da una stessa discendenza, vivono nel culto dei valori sanciti dalla loro stirpe divina. Gli italiani devono cessare di percepirsi come un popolo di cosche che lottano contro la legalizzazione dell’individuo, mirante a desacralizzare il loro diritto naturale al familismo. Coatto.
Per quanto si tenti di ridurre alla clandestinità l’orda dei figli ripudiati, oggi la società italiana vive una diversificazione progressiva dei suoi stili di vita. Inexorabile fatum.
Bisogna legittimare giuridicamente il pluralismo dei valori etici. Contro il modello canonico che si appella all’ente invariabile di una indimostrabile legge metafisica. Bisogna affermare che il giusto ha priorità sul conforme, in nome della ragione. Bisogna lottare perché la giustizia renda possibile una coesistenza rispettosa della libertà e dell’uguaglianza dei soggetti plurali. Non in nome della verità, ma dei limiti del buon senso.
In nome della giustizia ci si metta d’accordo sui valori che una società non deve tutelare ma perseguire. I valori non sono solo patrimonio da salvaguardare, ma anche nuovi edifici da erigere. Nel paese dell’abusivismo edilizio, spesso condonato, dove i geometri concepiscono palazzine meschine, sarà difficile costruire un grattacielo di laicità che spezzi all’orizzonte il ventre molle della cupola vaticana.
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Quando la democrazia pluralista attenta ai privilegia clericorum
Legittimare nuovi istituti giuridici è necessario per fare dell’Italia una democrazia pluralista. Allo stato attuale viviamo in una teocrazia. Chi vive la condizione clericale è detentore di diritti. Chi vive la condizione laicale è detentore di doveri. Gli uomini delle istituzioni repubblicane si elevano a sacerdoti, deputati al culto della tradizione costituzionale, per salvare il paese dalle istanze civili. Solo le associazioni ortodosse, guidate dal monachesimo di pochi illuminati, hanno legittimità, essendo riconosciute come canoniche. La nostra attuale cultura giuridica è teologica, codificando una societas inaequalis, in cui vi è un populus ducens e un populus ductus. Il semplice cittadino o si impegna attivamente in azioni di apostolato che difendano lo status quo o è piegato ai confini della clandestinità giuridica.
Attraverso il principio di neutralità, l’ordinamento giuridico italiano oggi ha il dovere di riconoscere e tutelare il pluralismo dei modelli, assumendone il minimo etico comune. Alla giustizia non compete essere garante delle verità rivelate. Che la Chiesa di Roma sia libera di diffondere il suo magistero e di incidere sulla communis opinio, ma senza Concordato. Che tutte le dottrine filosofiche siano libere di diffondere il loro magistero e di incidere sulla communis opinio, ma senza agevolazioni o sgravi.
La giustizia è congrua se rispondente all’uomo. Non a Dio. Gli italiani non moriranno cattolici. Forse un giorno si scopriranno uomini. Portatori sani di diritti. Doveri.
to be continued…
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Quando lo stolto grida alla luna
Chiunque osi sfidare la potente organizzazione vaticana, è un guerrigliero o un terrorista, da cui prendere le distanze, smargiassi ostentando disprezzo. Chiunque osi testimoniare contro di essa è in mala fede e sempre muove accuse infamanti. La forza dello stato vaticano ha radici nel mondo del feudo politico italiano, nel giro di curiati di cui molti latifondisti della politica si avvalgono per esserne protetti. La Chiesa di Roma si fa artefice e garante di un vero e proprio ordine sociale non alternativo ma sistemico del Governo nazionale e delle sue tentacolari diramazioni locali. Qui, in Italia, è tutto un correre dietro alle sottane dei vescovi, perché diano la loro benedizione alle nostre ambizioni particulari.
Endemica è la missione degli alti prelati. Assicurare protezione e fiducia ai suoi affiliati. Che tutti gli altri mai abbiano garantito alcunché da altra istituzione. Qui, in Italia, solo la tradizione vaticana ha una sua legittimità costituzionale, cristallizzando in forme archetipiche ogni negozio giuridico.
Qui, in Italia, è tutto un gridare alla fine della civiltà ogni volta che il principio di laicità tenta di legittimarne nuovi istituti.
Cosa sarà del nostro paese fra vent’anni, quando morte saranno tutte le vecchie baldracche cardinalizie? Chi avrà tutelato i milioni di infedeli senza diritto di cittadinanza?
to be continued…
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Giuseppe Scalarini
La piovra vaticana
1923
Sta scritto su la porta der curato: chi s’empiccia mor’ammazzato
A chi sta attaccàa a la gesa el Signor el ghe de la fortuna, dice un vecchio proverbio milanese. Sarò sciocco quindi a voler fare con voi certe mie considerazioni. Assai volgari. È il gusto per l’orrido che mi frega. Solo i luoghi dirupati fra le rocce, di cui non s’intravede il fondo, mi eccitano. D’angoscia. Il mio spirito sprofonda d’inquietudine sotto al peso d’una cascata d’acqua.‘Na doccia fredda per svegliarsi dal torpore. Muoio di sonno guardando i tiggì nazionali. La verità è che sono un tipo svenevole. Mi piace perdere lo stato di grazia. Solo la nausea mi manda in estasi. Il tedio mi sazia. La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani, scrisse Leopardi. Oggi quel senso doloroso della vanità del vivere solo Giuliano Ferrara te lo restituisce ancora. Bruno Vespa invece ti apre le porte alla vacuità. Ed è subito orgasmo. Porta a porta.
Dunque, in principio era… Sarò quindi sciocco a voler fare con voi certe mie considerazioni.
In Italia le gerarchie vaticane hanno un atteggiamento mafioso. Lo sguardo criminale. Il tono minaccioso. Disprezzo e lontananza c’è nelle loro parole, ordini fermi e precisi, appena ammorbiditi da voci tremanti di incerte inclinazioni. Sembrerebbero delle baldracche, se non fossero scuri in volto. Pronti a comandare.
Mi si consenta l’esercizio retorico. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso, intimerebbe il saggio. Colpevole di delitti gravi nei confronti dell’individualità umana, la chiesa di Roma è un’organizzazione assai discutibile, finalizzata a raggiungere, violentando l’anima di chi vi si oppone, scopi dalla liceità sospetta, normalmente legati al mantenimento dei propri benefici. È il controllo delle coscienze il suo campo d’azione. Il suo territorio. Con o senza il nostro consenso. Costituita secondo una struttura piramidale, dotata di propri rituali e di un proprio codice d’onore, beneficiaria della complicità delle strutture statali, la chiesa di Roma ha messo radici nel paesaggio italiano. Nella sua cultura tradizionale. Indissolubilmente. Da quando edificò quell’orrida piovra che è la cupola di San Pietro, contro la laicità degli stati nazionali europei, l’Italia non vide mai luce. Sì, perché Michelangelo prima di morire profetico progettò un gigantesco mollusco, non privo di grazia, appollaiato sullo scoglio più alto del mare terso di Roma. E noi oggi ancora qui, come piccoli pesci su un fondale di polvere di marmo. Per la cronaca, fu Giacomo della Porta ad allungare la calotta der cuppolone, come se qualcuno prendesse il polipo per la testa con una mano. Non Dio.
to be continued…
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Jane & Dinos Chapman
Zygotic acceleration
1995
Giù le mani dal chierichetto
Grazie alla protezione della Santa Sede, in nome del diritto canonico, Padre Joseph Henn attualmente è un latitante. A suo carico c’è un mandato di cattura internazionale. Per 13 volte si è macchiato del Crimen sollicitationis. Di parrocchia in parrocchia. Da diocesi a diocesi. Di seguito la testimonianza di Rick Rivero. Filmata da un documentario della BBC.
I miei genitori sapevano che trascorrevo il tempo con lui. Veniva spesso a casa mia. Mio padre mi diceva che per lui la porta era sempre aperta, era un membro della famiglia.
Mi portava ovunque con lui. Ai matrimoni, ai funerali, in piscina. Al ritorno dalla piscina andavamo in canonica, e lì mi faceva togliere il costume per metterlo ad asciugare. Mi dava un asciugamano, ne prendeva uno per sé e mi invitava ad aspettarlo a letto. Si sedeva di fronte a me e mi massaggiava. Scendeva e mi accarezzava. Risaliva e poi di nuovo scendeva. Su e giù… Non volevo guardarlo. Non volevo vedere nulla sotto il suo stomaco. Non volevo sapere quello che faceva. Cercavo di evitare il suo sguardo e, per non farmi coinvolgere nel gioco, tenevo gli occhi chiusi e le braccia tese, per non toccargli le gambe. Volevo solo che finisse in fretta.
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Jane & Dinos Chapman
Fake Face (C)
1994
Marilyn non deve morire
Annopolis (Brasile), 2002. Ha solo cinque anni, quando Warney diventa, per tutti i bambini del suo villaggio, la mogliettina del parroco. In seguito condannato dalla polizia di San Paolo, attualmente Padre Tarcisio sta scontando 15 anni di carcere, per reati di pedofilia, commessi a partire dal 1991. Fino a quando le autorità civili brasiliane non lo hanno arrestato, il sacerdote, trasferito di parrocchia in parrocchia, da diocesi a diocesi, per 11 anni ha continuato ad abusare di orfanelli, in nome di quel diritto canonico che regolamenta, nella segretezza del Santo Ufficio, il cosiddetto Crimen sollicitationis. Su un quaderno, Padre Tarcisio aveva appuntato le caratteristiche che dovevano avere le sue prede sessuali.
Età: 7 – 10 anni.
Sesso: Maschio.
Condizione sociale: Povero.
Famiglia: Senza padre, con una madre o una sorella.
Luogo: Cercare in strada, a scuola, nelle famiglie.
Strategia: Attirarli con lezioni di chitarra, coro, catechismo. È molto importante ingraziarsi la famiglia.
Caratteristiche: Ragazzo affettuoso, calmo, bisognoso di un padre e senza scrupoli sessuali.
Atteggiamento: Chiedergli prestazioni sessuali in cambio di regali.
Per tutti gli altri casi di pedofilia, emersi a partire dal 2001, dagli Stati Uniti all’Irlanda, vedere questo documentario trasmesso dalla BBC il 29 settembre 2006.
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Spencer Tunick
Barcelona I (Institut de Cultura)
2003
Che la grazia redentrice del loro dio possa sottrarli alla massa
Il 12 maggio, in Piazza San Giovanni, al Family Day, c’era una collettività anonima, come spersonalizzata, anticristiana.
Basta un solo, singolo cattolico italiano, nell’individualità della sua esperienza di fede, a disperdere, con un battito di ciglia, quella piazza di dannati. Vivono di suggestioni, alienando il proprio Io, scomparendo a se stessi.
Alla manifestazione contro i Dico, sul palco un vaniloquio incosciente, sotto al palco un conformismo irresponsabile.
I veri cristiani erano in Piazza Navona, a invocare il Coraggio Laico. Se la loro fede non ha avuto proseliti è perché in Italia i cittadini non riescono ancora a liberare la loro individuale capacità di rispondere agli stimoli delle istituzioni. Sì, perché in piazza Navona c’erano le istituzioni. In Piazza San Giovanni gli apparati.
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Vanessa Beecroft
Holy Family
2006
Questa mattina mi chiedevo perché l’ex sindacalista Savino Pezzotta si facesse portavoce del Family Day, manifestazione esplicitamente convocata dall’associazionismo cattolico contro i Dico. Forse perché Benedetto XVI ha da poco nominato l’ex leader della Cisl membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace? Non solo.
Credo che a Pezzotta interessi difendere il valore dell’istituto del matrimonio, contro il riconoscimento giuridico di altre forme contrattuali di convivenza. E mai battaglia fu più sindacale…
Contro la precarizzazione dei rapporti sociali. Questo dovrebbe essere, a mio avviso, lo slogan della manifestazione che si terrà in piazza San Giovanni il prossimo 12 maggio.
Qualcuno però informi i partecipanti che l’attuale disegno di legge sui Dico non mette in discussione la visione della famiglia così come prevista dalla Costituzione. Parola di Franco Marini. Ex sindacalista. Presidente del Senato.
Intanto i precari italiani, in attesa che il loro sindacato decolli, confidano in un diritto meno esclusivo e più inclusivo. Amen.
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Damien Hirst
Away from the Flock
1994
L’importante è che il conforme creda di essere sano. Viva secondo natura. Amen.
Che la compiacenza, la condiscendenza, l’acquiescenza ai valori tradizionali della classe media italiana siano benedetti. Quello all’obbedienza è il solo diritto canonico concesso al proletariato urbano. Perché l’azione di ogni singolo poverello si leghi al fine comune che la società italiana si propone. La difesa dello status quo.
L’alta borghesia ce la giocammo quando decidemmo di lasciare in rovina i castelli in stile eclettico sparsi nelle campagne italiane. Adesso mandiamo a puttane il cuore pulsante del paese, per continuare a legittimare gli interessi di quattro famiglie baronali in via di estinzione.
Riconoscere e tutelare giuridicamente le coppie di fatto è contro le leggi conformi alla Rivelazione. Quella che illumina il cammino al ceto medio. Il solo degno di essere elevato a modello. Tutti gli altri vi si conformino o vivano nella clandestinità. Per sempre. Amen.
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Perché la Coca Cola Light non fa ingrassare
L’habitus mentis dell’uomo globale, con sentimento, s’abbandona, inadeguato, alla nevrosi d’angoscia. La tensione sociale si fa corpo, per mancanza di sostituti simbolici che la esorcizzino nella rappresentazione. In un mondo mediato dall’informazione, dove i rapporti socio-economici fra i diversi paesi non possono più essere occultati, muore l’oggetto feticcio, capace di dare valore al proprio status. In un nuovo habitat di merci contraffatte, lo scambio simbolico perde il suo significato. Nasce il bisogno di surrogati. Come i soli autentici nel loro processo di trasposizione. Per tornare ad eiaculare.
