In Vitro
Giugno 29, 2007, 11:13 am
Archiviato in: Sulle strutture
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Gavin Turk
Right Hand and Forearm
1992
Espandersi fuori di sé in comunione con l’Infinito è come affogare in un bicchier d’acqua. Utero. Soffoco. Meglio una pasticca. Ecstasy. Bisogna andare oltre. Lasciarsi risucchiare da un buco nero. Per poi disperdersi nella pura luce. Senza più percepirsi come tale. Beati siano i fecondati in vitro. Se servono a svecchiare l’inconscio delle masse. Apostoli.
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