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Pasolini e Lele Mora colti sul set in un momento di relax
Oggi l’erede naturale di Pier Paolo Pasolini è Lele Mora. Il figlio illegittimo. Quello che mai avrebbe riconosciuto. Sangue del suo sangue. Pasolini prelevava dalle borgate i corpi delle sue riprese. Lele Mora adesca nelle periferie i modelli dei format che predilige. Due parroci caritatevoli. Danno pène a chi non lo possiede. Immortali figuri nell’immaginario di ogni oratorio.
Chi vive ai margini sogna l’omino di città che viene a spompinarselo di notte e se lo porta via.
Intanto al bar
io lavo i bicchieri
la gente beve vino, fuma e
grida
fan battute oscene
e vogliono che rida
io sono stanca
ma ho voglia di cantare
Canto e mi sembra già
di essere una regina
la mia voce mi porterà
un sogno in piena mattina
verrà Bruce Springsteen
chissà
forse mi porterà via, via*.
Un paese di maschiotti che barzotto l’appoggiano nella prima tana. Virili agli occhi dei loro amici più intimi. Sesso da parrocchia. Intellettuali da colonia estiva. Intanto le donne nostrane solo all’estero fanno le zoccole. In Italia dannate vagano sotto a una cappa. Di piombo. La sottana di Ratzinger. Il futuro della sinistra? Walter Veltroni. Da ragazzino si eccitava col culone di Lino Banfi o le tette di Edwige Fenech?
* Ornella Vanoni, I desideri delle donne (Shaherazade, 1995). Il testo della canzone è di M.Lavezzi e R. Mussapi. Due maschiotti di cui sopra?
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Mistero Buffo. Oggi ho la fame dello Zanni. Voglia di salame e… cannella. Un capolavoro. Da far vedere ai Grigi Classici. Non hanno le budella.
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David Bowie
Diamond Dog
1974
Ascolto Rebel Rebel con occhi nuovi. Due soli accordi. Sì, Franz Krauspenhaar ha ragione, la voce di David Bowie è pretenziosa ed artificiale. Senz’anima. Di plastica. Un modello per i cloni di domani. Raggiungibile. Quando porteremo vita su Marte, Coco Chanel disegnerà le piante e i fiori. David Bowie ci metterà la faccia. Io ribelle resterò sul porto di Rotterdam. Sott’acqua.
Rebel Rebel, you’ve torn your dress
Rebel Rebel, your face is a mess
Rebel Rebel, how could they know?
Hot tramp, I love you so!
Don’t ya?
(L’illustrazione è del belga Guy Peellaert. Negli Stati Uniti fu giudicata scabrosa. Il retro della cover, quello canino, fu censurato).
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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
(Giacomo Leopardi, L’Infinito, 1819)

Kohei Yoshiyuki
from the series The Park
1971
Con la Rete siamo entrati in una nuova era. Possiamo agire direttamente sulla realtà. Sulla sua rappresentazione. Il cinema è propaganda. La tivvù è controllo sociale. Specie nei paesi dove i sudditi sono a libertà vigilata. Il dramma è che in Italia le cose non accadono realmente. Sono trasmesse in differita. Il paese vive dietro a una siepe. È la libertà di parola che manca. La gente non è abituata a proferire verbo. Delega concessa ai più titolati. Agli sciocchi che si affannano a legittimarsi frequentando funzionari assai discutibili. Guardiani dei cessi. Perché loro valgono. Ed è subito pubblicità. L’Oréal. Pausa. Una Coca Zero. Senza calorie. Gusto deciso. Maschia.