Elettra fugge in un video di Gwen Stefani

Erwin Wurm Two ways of carrying a bomb 2003

Elettra fugge in un video di Gwen Stefani, cantando in falsetto Harajuku girls: Vorrei la pelle scura, da afroamericana che troieggia nel ghetto, gli occhi a mandorla, da giapponesima spasimante davanti a una vetrina, un raffinato make up bianco coca, da tossica clandestina, stiratissimi capelli ossigenati, da squillo russa, vestitini succinti e borsetta logo, da marchettara tirata a lucido, ma cerco invano un uomo da affettare con la spada di Uma Thurman, mentre corro per cerchi concentrici che non portano da nessuna parte, nel traffico fasciata da una tutina scura su cui è visibile ogni macchia. Una Drag Queen va in bici per Milano cantando When I Get You Alone di Thicke, ma sembra Bonnie Tyler o forse Anthony Hopkins con parrucca biondo platino e rossetto. Una vecchia giapponese in kimono solca con i guetas il dorso di una zebra. Aliena, mi scanso dalla folla. Un agente immobiliare cerca il bottone della giacca che lo spigolo di un bancomat gli ha strappato. Ne ha perso il logo: atono imbrinusce sull’asfalto. A un vecchio truzzo ciondola il collare d’oro, grande quanto una catena, sul cazzo. Un impiegato calza le adidas ClimaCool Coca Cola con grisaglia di Celio. Uno sbarbatello sulle spalle si è fatto stampare ad arco Fuck My Queer Ass Hole. Uno sfigato dell’Adecco stringe un pezzo di pane fra le mani, come se fosse la sua ultima cena. Domani metterà all’asta un paio di sneakers e una tavola da skateboard, verniciata con una bomboletta Clash. Un padre s’avvita in grembo il figlio come una madonna, succhiandone il ciucciotto. Un pazzo si batte le budella e grida To Crash In Event Of Fire. Una lesbica grassa e rasata, di una bellezza perturbante, ha il cuore sanguinante di Cristo stampato sulla maglietta. Un’araba ha in testa un pareo leopardato, sotto al braccio un borsello dei Pokémon. Una casalinga è uscita di casa in guepière. Da ragazzina guardava Vita da strega, con Samantha e la piccola Tabata che adesso fa la ventriloqua sulla Fifty Avenue di New York. Darin parla da solo al cellulare: Sì, hai ragione, come coppia non abbiamo mai bucato l’ultrapiatto. Probabilmente mia moglie mi ha lasciato per entrare in una setta induista: vivrà di elemosina fra i Trappi del Deccan. Tornerà nella stagione dei monsoni? Non sarà il vento a spettinarla? Pensavi fosse a Parigi? Sì, come no, domani riceverò una bella cartolina dai giardini del Luxembourg: Une ville vachement cocotte. là-bas, la vie est en rose.

(Tratto da Mucca tagli@ta cavallino Manni 2006) 

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