er cuppolone quarche cosa se ruspa

Giuseppe Scalarini
La piovra vaticana
1923

Sta scritto su la porta der curato: chi s’empiccia mor’ammazzato

A chi sta attaccàa a la gesa el Signor el ghe de la fortuna, dice un vecchio proverbio milanese. Sarò sciocco quindi a voler fare con voi certe mie considerazioni. Assai volgari. È il gusto per l’orrido che mi frega. Solo i luoghi dirupati fra le rocce, di cui non s’intravede il fondo, mi eccitano. D’angoscia. Il mio spirito sprofonda d’inquietudine sotto al peso d’una cascata d’acqua.‘Na doccia fredda per svegliarsi dal torpore. Muoio di sonno guardando i tiggì nazionali. La verità è che sono un tipo svenevole. Mi piace perdere lo stato di grazia. Solo la nausea mi manda in estasi. Il tedio mi sazia. La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani, scrisse Leopardi. Oggi quel senso doloroso della vanità del vivere solo Giuliano Ferrara te lo restituisce ancora. Bruno Vespa invece ti apre le porte alla vacuità. Ed è subito orgasmo. Porta a porta. 

Dunque, in principio era… Sarò quindi sciocco a voler fare con voi certe mie considerazioni.

In Italia le gerarchie vaticane hanno un atteggiamento mafioso. Lo sguardo criminale. Il tono minaccioso. Disprezzo e lontananza c’è nelle loro parole, ordini fermi e precisi, appena ammorbiditi da voci tremanti di incerte inclinazioni. Sembrerebbero delle baldracche, se non fossero scuri in volto. Pronti a comandare. 

Mi si consenta l’esercizio retorico. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso, intimerebbe il saggio. Colpevole di delitti gravi nei confronti dell’individualità umana, la chiesa di Roma è un’organizzazione assai discutibile, finalizzata a raggiungere, violentando l’anima di chi vi si oppone, scopi dalla liceità sospetta, normalmente legati al mantenimento dei propri benefici. È il controllo delle coscienze il suo campo d’azione. Il suo territorio. Con o senza il nostro consenso. Costituita secondo una struttura piramidale, dotata di propri rituali e di un proprio codice d’onore, beneficiaria della complicità delle strutture statali, la chiesa di Roma ha messo radici nel paesaggio italiano. Nella sua cultura tradizionale. Indissolubilmente. Da quando edificò quell’orrida piovra che è la cupola di San Pietro, contro la laicità degli stati nazionali europei, l’Italia non vide mai luce. Sì, perché Michelangelo prima di morire profetico progettò un gigantesco mollusco, non privo di grazia, appollaiato sullo scoglio più alto del mare terso di Roma. E noi oggi ancora qui, come piccoli pesci su un fondale di polvere di marmo. Per la cronaca, fu Giacomo della Porta ad allungare la calotta der cuppolone, come se qualcuno prendesse il polipo per la testa con una mano. Non Dio.

to be continued…

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2 risposte a er cuppolone quarche cosa se ruspa

  1. Vaticano boy ha detto:

    bellissima l’immagine del cupolone 🙂

  2. Pingback: diggita.it

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