Gli assiepati

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

(Giacomo Leopardi, L’Infinito, 1819)

Kohei Yoshiyuki
from the series The Park
1971

Con la Rete siamo entrati in una nuova era. Possiamo agire direttamente sulla realtà. Sulla sua rappresentazione. Il cinema è propaganda. La tivvù è controllo sociale. Specie nei paesi dove i sudditi sono a libertà vigilata. Il dramma è che in Italia le cose non accadono realmente. Sono trasmesse in differita. Il paese vive dietro a una siepe. È la libertà di parola che manca. La gente non è abituata a proferire verbo. Delega concessa ai più titolati. Agli sciocchi che si affannano a legittimarsi frequentando funzionari assai discutibili. Guardiani dei cessi. Perché loro valgono.  Ed è subito pubblicità. L’Oréal. Pausa. Una Coca Zero. Senza calorie. Gusto deciso. Maschia.

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Una risposta a Gli assiepati

  1. Chapuce ha detto:

    Questa cosa l’ho già letta!
    molto incisivo il concetto!
    era meglio l’era senza la rete!
    bye
    Chapuce
    🙂

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